La Psicosintesi in Africa

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La Psicosintesi in Africa

PSYCHOSYNTHESIS IN AFRICA: La volontà gioiosa in azione

C’è un gruppo di persone a Nairobi, in Kenya. Provengono da Burundi, Rwanda e Congo, paesi dell’Africa Centrale, nella Regione dei Grandi Laghi, dove guerre e genocidi hanno prodotto flussi di popolazioni alla ricerca di rifugio nei paesi circostanti. Per questa gente la volontà di tutelare la propria identità e sicurezza è qualcosa più alto della sopravvivenza pura e semplice: poggia sul senso di sé, sulla lotta per continuare ad essere nel mondo portatori di una tradizione e di una cultura, e alimenta il desiderio di perpetuare e trasmettere questo patrimonio alle nuove generazioni e per esse.

Gli uomini e le donne di questo gruppo appartengono alla comunità dei rifugiati di lingua francofona: parlano una lingua diversa dall’inglese e dallo swahili, vivono la condizione di esistenza misconosciuta, poveri in un paese povero che non può permettersi di offrire alcuna accoglienza. Per loro diviene impossibile l’accesso ai più elementari diritti civili e umani: fra di essi il diritto alla conoscenza e all’ affermazione personale attraverso percorsi di formazione e di studio. Nella comunità dei rifugiati il non esistere legalmente, la situazione di povertà e la conseguente impossibilità a pagare rette scolastiche, l’elevato numero di orfani, tutto concorre a rendere estremamente difficile frequentare ogni istituzione educativa e culturale. La profonda ricchezza di intelligenze ri-creative trova preclusa la possibilità di crescere.

C’è una fame che il solo cibo non riesce a soddisfare.

Da qui la domanda “noi cosa possiamo fare?”.

Ci ha aiutato riconoscere la nostra volontà di volere fare: ci ha fatto sentire potenti, capaci di cercare un modo. E non è stato difficile, la risposta si è fatta strada da sé, forte e dolce ad un tempo: la Psicosintesi. Certo peggio non li farà stare, abbiamo pensato, magari anzi potrà aiutare. È accaduto tutto in fretta, con l’entusiasmo che nasce dall’avere qualcosa di bello e dal volerlo condividere, e poggia sulla compassione già trasformata in passione condivisa.

Per questo, grazie al supporto di Koinonia, comunità di laici africani fondata dal padre comboniano Renato Kizito Sesana, che da anni opera nelle regioni dell’Africa centrale ed in particolare in Kenya, Zambia e Sudan, abbiamo voluto pensare ed organizzare un percorso di Formazione Psicosintetica di Base, che fosse indirizzato proprio a questi “affamati”. Ciascuno di loro con un impegno reso meraviglioso dalla difficoltà già affronta percorsi di studio e si impegna a favore della propria comunità e per l’integrazione con quella locale.

È andata così.
Nell’aprile del 2006 a Nairobi c’è stato il primo contatto con il gruppo dei rifugiati attraverso quelli che erano insegnanti: dalla conoscenza è nata l’idea di lavorare insieme ad un progetto di collaborazione. Promotore è stato lo stesso padre Kizito, amico comune e sapiente alchimista di energie, maestro nello scoprire sintesi possibili, uno psicosintetista “ad honorem” sul campo, entusiasmante e terribile, che ha coltivato con la sua attività più che trentennale in Africa.

Pochi giorni dopo, in Italia, in occasione del congresso dell’Istituto di Psicosintesi e della SIPT a Trevi (Pg), la possibilità è stata discussa con alcuni terapeuti e didatti della Scuola di Psicoterapia Psicosintetica della SIPT, ed accolta da questi e dalla SIPT stessa. Il fatto che il tema del congresso fosse il sogno è assolutamente poco rilevante, come gli avvenimenti successivi stanno dimostrando…

Nell’agosto 2006, nuovamente a Nairobi ci sono stati incontri operativi, il cui risultato è la formulazione di un programma di Corsi di Psicosintesi che offrono una Formazione Psicosintetica di Base. Questo programma è stato approvato nel corso della riunione del neo eletto Direttivo della SIPT, successivamente all’Assemblea elettiva dello scorso 2007.

I Corsi della Psicosintesi in Africa propongono il Programma completo della Formazione di Base in Psicosintesi ad un numero limitato di giovani, che a loro volta potranno divenire formatori e trasformatori in un crescente circolo virtuoso. La sede che ospita i Corsi è la Shalom University, in cui Koinonia sta costituendo il "Centro di Formazione per Operatori di Strada " rivolto a sostenere le persone con le motivazioni per dedicarsi a questo lavoro, dando loro una competenza educativa di alto livello professionale.

La prossimità fra queste due istituzioni formative va ben oltre gli spazi comuni.

Da qui l’idea della partnership con Koinonia, in una collaborazione che coinvolga la SIPT, Koinonia e l’associazione di volontariato materana AltroVerso, che cura la logistica ed il fund raising del progetto, e possa poi estendersi all’Istituto di Psicosintesi attraverso i propri Centri in Italia e all’estero.

Il grande nuovo movimento della Psicosintesi verso la più antica delle terre incontra il motto di Koinonia “We belong to each other” (“Apparteniamo gli uni agli altri”).

L’auspicio è che i giovani rifugiati possano giungere a realizzare un polo africano della Psicosintesi, che abbia Nairobi come proprio fulcro, e il grande progetto rivolto ai bambini di strada, terribile emergenza di tutta l’Africa, come campo di applicazione.

Perché tanto può essere trasformato, se si prova a restituirgli la dignità ed il valore di grande risorsa.

Gli studenti africani della Psicosintesi sono persone davvero straordinarie. Non hanno voluto rinunciare ai propri desideri per se stessi, e pur vivendo con sacrificio esistenze spesso ai margini, ogni giorno per qualche ora tornano a sperare, ad impegnarsi, ad insegnare e ad apprendere. Non è facile riuscire ad immaginare quale sia l’esistenza che conducono, pure conoscendoli ci accorgiamo di quanto siano capaci di grande discrezione. In tutti il desiderio che la propria esperienza non resti sterile prende la forma di una volontà che produce energie capaci di guardare al futuro, che magari riescano ad offrire l’occasione di crescere e pensarsi capaci, anche in un paese ospite che non riconosce l’esistenza. Ciò che più commuove è il grande desiderio di relazione, che riempie i loro sorrisi, ed i nostri, di gioia ad ogni incontro, che ci costringe a dilatare i tempi che trascorriamo insieme, che ha inesorabilmente dilatato i nostri cuori per accogliere anche tutti loro dentro.

La forza del reciproco riconoscimento ha prodotto un sogno condiviso, tenacemente voluto perché forse poggia su un bisogno profondo.

La Psicosintesi è stata una proposta ideale, ce ne accorgiamo ad ogni occasione. È bello questo comune appassionarsi, viene dall’essere la Psicosintesi, nel proprio aspetto educativo e formativo, psicagogica: essa promuove ogni processo che segua l’individuo lungo la propria crescita, per portare alla luce le note fondamentali di cui è ricco e per potere offrire un servizio agli altri con cui si relaziona. Stiamo cercando di attuare insieme un percorso di autoformazione e di formazione personale e professionale che abbia a cuore l’identità e il consolidamento della personalità integra ed integrata. Attraverso l’esperienza personale riconosciamo le dinamiche che regolano l’esserci e lo sviluppo individuale, per poter divenire in grado di facilitarle per noi stessi e per gli altri. Grazie alla Psicosintesi da un lato viviamo una occasione di crescita e formazione, e dall’altro ritroviamo una fonte di risorse.

Proviamo a percorrere il cammino della riappropriazione identitaria, riscoprendo le tracce da noi stessi lasciate nel corso della nostra esistenza, risorse preziose per la reale autorealizzazione.

In Africa, come ovunque in questo nostro mondo ed in questi nostri tempi, tutelare la crescita e l’autoaffermazione degli individui, accompagnandoli inoltre nella formazione professionale, assicura alle nuove generazioni migliori attenzioni dal punto di vista educativo e di supporto psicologico. Ci rende fiduciosi e, lasciatecelo dire, orgogliosi, vedere persone che hanno vissuto sulla propria pelle il dramma delle guerre etniche e fratricide riaprirsi alla fiducia. Che commozione esserci con loro in questo, vederli appassionarsi alla più attenta considerazione dei rapporti intercomunitari su cui si fonda, specie nel continente africano, la trama delle relazioni interindividuali e avvertire il potere rigenerativo che da questo emerge.

Chi riceve è fatalmente propenso a donare, in una sorta di restituzione generata dal riconoscimento della possibilità di amore.

Possiamo immaginare gli sviluppi e, perché no, gli effetti che attendono la Psicosintesi a Nairobi, sviluppata insieme e diffusa grazie all’ appassionato crederci e amarla di questo nostro gruppo?

Educazione delle nuove generazioni, educazione permanente e tutela della comunità non possono che procedere di pari passo, perché vengano assicurati a ciascuno gli strumenti e le situazioni che consentano il riconoscimento di sé. Questo è proprio l’insegnamento lasciatoci da Assagioli.

Con i nostri studenti stiamo costituendo un laboratorio aperto sulle tematiche applicative della Psicosintesi nel contesto specificamente locale. Sono essi stessi un laboratorio, vivono con entusiasmo ed impegno i momenti formativi vissuti insieme nel corso delle sessioni a Nairobi, consapevoli del loro carattere intensivo, e proseguono ed arricchiscono il loro percorso nella Psicosintesi organizzando workshop autogestiti, in accordo con suggerimenti ed indicazioni condivise con noi dall’Italia, nell’attesa del successivo incontro. Si è davvero creato un gruppo di lavoro misto fra noi, esponenti della “Psicosintesi Italiana” e i nostri studenti, che sta crescendo evolvendosi come team di colleghi, sperimentando ed affinando nel tempo originali e specifiche pratiche didattiche, educative e psicologiche, che provando a rispondere con cura ai bisogni e alle attese individuali e della comunità dei rifugiati, scoprono il gusto del reinventare. Ciascuno si sente riconosciuto, e riscopre le proprie capacità; questo riapre alla fiducia, in se stessi e negli altri, e dispiana il percorso verso il più pieno riconoscimento del Sé.

Al Congresso nazionale della Psicosintesi “I volti del potere”, svoltosi a Castiglione della Pescaia (GR) dal 24 al 27 aprile 2008, il racconto di queste esperienze è stato accolto con gioia, interesse, entusiasmo, emozione crescenti ed intensi da quanti erano presenti alla breve presentazione e da tanti che hanno chiesto ulteriori informazioni. Abbiamo insieme fatto un’esperienza del bello, nell’ammirare la forza, la creatività, l’impegno dei nostri studenti, attraverso il video “TRAS-FORMAZIONI AFRICANE – Matti di Sè”, dove il volto potente del loro esserci si è riflesso nella commozione degli psicosintesisti presenti. Tanti, e ciascuno a suo modo, hanno espresso la volontà di esplorare un nuovo orizzonte.

Una nuova possibilità si apre per tutta la Psicosintesi, nutrita dalla volontà gioiosa del nostro gruppo, che chiamando se stesso Dear Waiting Group, a sottolineare volutamente il processo di ri-generazione ed i tempi che esso merita, esprime sempre un generoso ringraziamento alla vita con quello che essa riesce comunque a donare, e trasmette una energia ridente che riflette pienamente quella evocata da Assagioli.

L’orizzonte diventa il punto d’incontro per quanti da Castiglione rispondono offrendo il loro essere con i ragazzi che a Nairobi sognano il loro Centro di Psicosintesi.

E allora tanto può accadere se tanto insieme offriamo:

  • la disponibilità a fornire i libri di testo “canonici” della Psicosintesi, in inglese ed in francese, per una utilissima biblioteca,
  • una rete di contatti per scambiare suggestioni e suggerimenti tramite internet, che magari passi per i vari Centri, l’Istituto e la SIPT, e si allarghi a chiunque senta di volere esserci,
  • la possibilità di sponsorizzare gli studi universitari dei nostri ragazzi, rispondendo al loro desiderio/bisogno di fondare su solide basi il loro percorso psicosintetico.

Il sogno che coltiviamo noi “africani” è che altri vengano ad arricchire il gruppo rendendolo misto, con interventi di altri osservatori, formatori, studenti dall’Italia. È un’ occasione di tras-formazione comune, nella meravigliosa sintesi che nasce dall’incontro.
La situazione a Nairobi a seguito degli scontri pseudo-etnici scatenati a gennaio scorso è abbastanza tranquilla da permettere a chi voglia partire con noi di farlo e sperimentare in concreto la bellezza del dono: contattarci per organizzarsi è il primo passo. Il prossimo appuntamento a Nairobi è a fine luglio, per incontrare insieme Volontà e transpersonale, due moduli davvero niente male! Contiamo di approntare presto un programma più preciso anche nella logistica e nei costi, per chi fosse interessato.

L’Africa, e noi con essa, tramite queste nuove relazioni torna a coltivare la propria ricchezza, le persone e l’umanità.

C’è un’altra “ricchezza” che occorre coltivare. Ed ecco che germogliano così altre buone idee, perchè il progetto continui ad essere nutrito da donazioni e offerte in denaro. Attraverso l’Associazione AltroVerso proponiamo gadget in cambio di offerte minime, non beneficiando al momento di sostegno economico da parte della SIPT, dell’Istituto o di altri enti.
Il successo dell’iniziativa “banchetto”, come è accaduto nei giorni a Castiglione, ci ha rincuorato. In tanti hanno “arricchito” con donazioni l’interesse e l’affetto dimostratoci, e continuiamo in cuor nostro a ringraziarvi.
La necessità del reperimento di fondi nasce dal volere assicurare agli studenti una somma minima di denaro indispensabile per la sussistenza nell’arco dei giorni in cui frequentano i Corsi di Psicosintesi. Il carattere intensivo che si è scelto per i vari moduli, impegnando per l’intera giornata, impedisce che possano essere svolte altre attività. La presenza implica per i corsisti l’assenza dai già precari posti di lavoro. Economicamente questo non potrebbe essere sopportato da nessuno di loro, date le difficili situazioni in cui versano: donde la necessità di un aiuto.

Dare una mano è ancora possibile e sempre necessario.

La prima cosa che impari a Nairobi è che non esiste una sola Africa, l’Africa è molteplice, come l’animo. Le altre puoi scoprirle se decidi di girare per le strade della città, e per farlo scegli un matatu, uno dei tanti pulmini che sfrecciano trasportando fino a quattordici persone, talvolta di più.
Andare in matatu è un’esperienza psicosintetica. In esso, pressati e vociferanti, i passengers reclamano la propria direzione, e sta al conductor avere cura di chi sale e chi scende, mentre il driver guida il mezzo lungo le strade caotiche per assicurare che il tragitto venga effettuato. Subpersonalità, Io, Volontà e Sé: il matatu è una perfetta metafora.

Nello scorso dicembre 2007 a Nairobi imperversava la Psicosintesi Personale. È stato allora che è nata la metafora del matatu. Cos’altro potrà giungerci dai nuovi, antichi, saggi, gioiosi e completamente matti cuori della Psicosintesi in Africa?

Maggio 2008

IL RESPONSABILE

Dott. Pietro Alessandro Caforio
Psicologo Psicoterapeuta S.I.P.T.
Cell. 3403039240 picaffo@libero.it

COORDINAMENTO

Dott.ssa Maddalena Anna Colangelo
Socia Istituto di Psicosintesi – Milano
cell. 3357627605 maddalena.colangelo@gmail.com