Manifesto

MANIFESTO del GRUPPO di BIOPSICOSINTESI

In ambito sanitario, a partire dalla seconda metà del secolo scorso, si è assistito ad un cambiamento epistemologico rivoluzionario che ha segnato il passaggio dal paradigma biomedico a quello bio-psico-sociale (Engel, 1977). Importante ai fini di questa decisiva trasformazione, fra le altre cose (teoria generale dei sistemi, cibernetica, costruttivismo, ecc.), il contributo offerto dalla psicosomatica, che ha proposto un proprio innovativo modello etiopatogenetico, complementare ed integrativo rispetto a quello già esistente in area medica.

Attraverso il nuovo paradigma la psicosomatica ha poi smesso di pensarsi come disciplina, trasformandosi piuttosto in un “metaparadigma”, che, tollerando contraddizioni e differenze, si è fatto capace di utilizzare ed integrare paradigmi scientifici appartenenti a discipline differenti, quali: biologia, fisiologia, medicina, psicologia e sociologia.

In questo senso la psicosomatica s’inserisce a pieno titolo in quell’orientamento teorico di fine secolo scorso e inizio del nuovo, che è la scienza della complessità.

Il termine complessità non è certamente estraneo alla Psicosintesi, che per sua natura costitutiva nasce con la vocazione ad offrirsi come paradigma della complessità, capace di integrare prospettive di comprensione diversa dei fenomeni inerenti l’uomo (psicologia, filosofia, sociologia, scienza delle religioni) e per questo sempre rivolta all’inclusività, a cogliere cioè gli aspetti unitivi non solo dei differenti paradigmi, ma anche dei fenomeni da essi indagati.

A conferma di quanto detto, Roberto Assagioli (medico psichiatra e fondatore della Psicosintesi), in occasione della Settimana Psicosomatica Internazionale in cui si svolse il V Congresso Internazionale di Psicosintesi (Roma, 1967), nell’ambito della sua relazione ”Medicina Psicosomatica e Bio-Psicosintesi”(Acta Medica Psychosomatica, Atti della Settimana Psicosomatica Internazionale, a cura di F. Antonelli e L. Ancona,Roma 1967) affermò che “il vero nome di Psicosintesi è Bio-psicosintesi”, un termine (nell’epoca post-assagioliana comunemente usato senza trattino) certamente più coerente e appropriato alla prospettiva complessa da cui Assagioli ha guardato l’uomo.

Tenuto conto delle grandi potenzialità della prospettiva biopsicosintetica e giudicato alfine maturo il tempo per una sua piena e consapevole espressione, alla luce delle più recenti impostazioni scientifiche, si è ritenuto opportuno lanciare la proposta di costituire un gruppo di persone, fortemente motivate, che si dedicasse scientemente a far crescere questa prospettiva, della quale venissero valorizzati non soltanto gli aspetti teorico-applicativi a indirizzo clinico, ma, parimenti, quelli orientati alla crescita e alla realizzazione piena della natura umana.

Molte persone, anche in Italia, già da diversi anni sono concretamente impegnate professionalmente a realizzare interventi, sia clinici, sia evolutivo-autorealizzativi, ad approccio globale, ovvero interventi che, oltre a tenerne conto sul piano teorico, prevedano un’azione mirata ed esplicita su tutti i livelli della natura umana: biologica, psicologica, sociale e spirituale.

Inoltre, molte altre ancora potrebbero essere disposte ad impegnarsi in tal senso, proprio in virtù di uno stimolo di crescita professionale quale vorrebbe rappresentare la costituzione di questo gruppo, luogo fisico non solo di condivisione delle esperienze professionali, ma anche di studio, riflessione ricerca e formazione, per quanti siano davvero interessati a dare il proprio contributo.

Il gruppo di Biopsicosintesi, quindi, offre un’opportunità concreta in grado di radunare intorno a sé ogni tipo di esperienza professionale di senso biopsicosintetico, prescindendo del tutto dal contesto applicativo specifico. Non sarà allora importante dove e con chi si va ad operare, bensì irrinunciabile dovrà essere il fatto d’intervenire con un approccio globale alla persona e quindi attenti ad accogliere, non soltanto l’istanza psicologica, ma anche tutti gli altri livelli che sono in varia misura coinvolti in modo interdipendente.

L’istituzione del “Gruppo di Biopsicosintesi” è stata proposta al Consiglio Direttivo della SIPT che l’ha ufficialmente approvata il 30 maggio 2008, consentendo quindi al nascente gruppo di usufruire dei locali di Firenze, per il regolare svolgimento delle proprie attività.

Il Coordinatore: Francesco Lamioni