Le paure dei bambini: come comprendere e aiutare i più piccoli di fronte alla paura

Uno dei sentimenti innati dell’uomo è la paura. Si tratta di una reazione naturale al pericolo. È inscritta nel nostro patrimonio genetico e ha un senso ben preciso: quello di allertare l’organismo affinché si prepari all’attacco, alla difesa o alla fuga. Insieme alla sorpresa, alla rabbia, alla tristezza, al disgusto e alla gioia, la paura è una delle sei emozioni di base già presenti nei primi mesi di vita e in virtù di questa precocità è definita come “emozione primaria”, in quanto è funzionale alla sopravvivenza fin dall’inizio della nostra vita. La paura è infatti una delle prime emozioni che un bambino è in grado di percepire e manifestare al mondo esterno. Le paure dei bambini possono presentarsi in varie forme. I più piccoli possono temere ad esempio che ci sia un mostro nell’armadio o sotto il letto, aver paura ad andare a scuola, del buio, temere la morte dei propri cari, avere timore dell’acqua, del vento, delle gare, di provare cose nuove o di non essere accettati dal gruppo dei pari. In questo clima di disagio e paura è importante che gli adulti di riferimento offrano ai propri bambini, amore, empatia e accettazione in un’ottica di crescita e di comprensione di tali paure, piuttosto che un atteggiamento volto a sminuire e ridicolizzare tali vissuti che agli occhi dell’adulto possono apparire assurdi o irreali. Compito degli adulti è quindi quello di aiutare e rassicurare i propri i bambini trasmettendo loro che ogni problema può essere affrontato e risolto insieme. Quando i bambini sono regolarmente spaventati, il mondo può sembrare loro un posto imprevedibile, minaccioso e ostile. Questa sensazione li può portare a limitare fortemente le loro esperienze e perdersi così tante cose buone e gioiose della vita, con la speranza di non essere visti e di non venire in contatto con ciò che più li minaccia. In realtà, come ben sappiamo, sia da grandi che da bambini, abbiamo bisogno di provare cose nuove e ci sentiamo molto meglio quando impariamo finalmente a rischiare. Vivere all’interno del nostro spazio sicuro, senza spingerci mai su territori sconosciuti e ancora inesplorati potrà farci sentire protetti e non venire in contatto diretto con le nostre paure ma potrà anche portarci a sprofondare nella noia e nella frustrazione. Anche la nostra autostima ne risentirà insieme alla capacità di scoprire, apprendere e imparare. Le paure dei bambini fanno parte del naturale sviluppo ma se cominciano ad interferire troppo con la serenità e la vita stessa del bambino e dei suoi genitori, facendo insorgere possibili problematiche nell’alimentazione, disturbi di natura psicosomatica, evitamento ecc. è importante chiedere aiuto e rivolgersi a dei professionisti esterni. All’interno della Psicosintesi il bambino viene visto come un essere dotato di un Sé. In psicosintesi il Sé costituisce la vera essenza dell’uomo e la sua natura più profonda. Quanto più siamo orientati verso il nostro Sé, tanto più sentiremo di essere nella giusta direzione, vivi e autentici. In un’ottica psicosintetica il modo migliore per entrare in relazione con un bambino, con i suoi vissuti e timori è quello di vedere il bambino nella sua globalità, in tutti i suoi aspetti e sfaccettature mettendosi dalla parte del bambino ed entrando in contatto noi stessi con il nostro bambino interiore. Per aiutare il più piccolo a riconoscere e superare le sue paure è possibile utilizzare varie tecniche tra le quali il gioco o il disegno che possono aiutare il bambino a verbalizzare e mettere in scena ciò che non riesce ad esprimere attraverso le parole. Un altro metodo efficace è quello rappresentato dai racconti. Nelle storie ci sono infatti esempi di come le paure possano essere superate e affrontate in maniera diversa. All’interno dello spazio di psicoterapia è possibile inoltre insegnare ai più piccoli come rilassarsi attraverso il gioco o la respirazione. Le persone paurose tendono infatti molto spesso ad essere in tensione psicologica e fisica eccessiva. Riuscire piano piano ad allentare questa tensione è davvero utile e salutare. Possono essere utilizzate anche tecniche di meditazione o drammatizzazione, come ad esempio mettere in scena i propri timori o visualizzare di riuscire nelle nostre imprese. Per rendere più chiare ed esplicite alcune di queste tecniche riporterò piccoli esempi pratici del lavoro svolto in terapia insieme ad Alice, una bambina desiderosa di superare le sue paure tra le quali la paura delle gare. Nel corso della sua terapia Alice disegna la paura, immagina di eseguire la gara con coraggio e fiducia e mette in scena la temuta gara. I bambini possono essere inoltre aiutati a sviluppare il coraggio e la fiducia in loro stessi attraverso la meditazione riflessiva. Ad esempio durante la terapia di Giulio, un bambino con una grande paura del buio, questo tipo di meditazione lo ha aiutato a trovare delle frasi significative che lo possono aiutare quando si trova in difficoltà e ad ampliare sempre di più la qualità del coraggio. Attraverso il gioco, il disegno, i racconti, le visualizzazioni, la meditazione e la messa in scena delle paure i bambini comprendono a mano a mano che i problemi e le paure ci possono essere ma che è possibile viverli e affrontarli in maniera diversa. Come possiamo vedere, le tecniche da proporre possono essere davvero tante e di vario genere ma è importante precisare che in Psicosintesi va sempre tenuto ben presente il piano terapeutico della cura, al quale devono essere subordinati i vari esercizi e le tecniche da proporre. Ogni persona è unica e diversa dagli altri, quindi l’uso di una tecnica può risultare utile in un caso ma essere non funzionale per altri. È importante inoltre ricordare che le tecniche da sole non bastano e mettere sempre  in evidenza la centrale importanza del fattore umano ovvero della relazione che si instaura fra terapeuta e bambino. Il bambino ha bisogno di uno spazio sicuro all’interno del quale sentirsi ascoltato, accettato e compreso. Anche dagli studi più recenti di neuroscienze è emerso come la relazione che si instaura tra  il terapeuta e il bambino è in grado di aiutare nel superamento delle paure e nell’apprendimento di nuovi comportamenti più adattivi e funzionali andando a modificare la struttura cerebrale del nostro cervello. Un modo davvero efficace per depotenziare la paura è infatti quello di far confrontare la persona con lo stimolo temuto e fargli prendere atto che la sua sopravvivenza non è in pericolo. Ovviamente questo va fatto con grande sensibilità e gradualità. Gli stessi studi di neuroscienze hanno confermato quanto Assagioli aveva già intuito molti anni prima dando riscontro diretto e oggettivo del fatto che una parte del nostro inconscio è plastico e quindi modificabile attraverso l’esperienza.

 

Bibliografia

 

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Dott.ssa Chiara Bartolini

Psicologa Psicoterapeuta

psi.chiarabartolini@gmail.com

2019-07-25T00:53:00+02:00 24 Luglio 2019|