IL PRINCIPIO DI POLARITA’

IL PRINCIPIO DI POLARITA’

 

Di cosa si tratta e come viene interpretato dalla Psicosintesi

 

Assagioli definisce il principio di polarità come ” una delle chiavi più utili per la comprensione di noi, degli altri, dei rapporti reciproci, dei popoli, delle epoche e dei cicli…nonché la guida per prendere la giusta posizione e il più importante segreto della vita in continua applicazione”.

Nella lotta dei contrari risiede l’essenza stessa della vita, la sua armonica realizzazione.

Essa sottostà a tutta la manifestazione, per cui ogni cosa che esiste, ogni fenomeno, ogni evento possiede il proprio opposto.

La psicologia incontra il principio di polarità con la scoperta dell’inconscio e con lo studio del suo funzionamento, la cui caratteristica primaria risultò evidente essere a Freud “l’assenza di contraddizione mutua”, per cui ogni elemento del mondo onirico può contemporaneamente rappresentare se stesso ed il proprio opposto.

Anche ognuno di noi se osserva con attenzione, può trovare la manifestazione del principio di polarità all’interno di qualunque fenomeno biologico, evento naturale o comportamento umano.

Così come non c’è energia se non si verifica una differenza di potenziale, non esisterebbe l’esperienza del freddo senza quella del caldo, così l’alto prende significato dal basso e all’amore serve l’odio per definire un sentimento.

I contrari sono strettamente legati l’uno all’altro dalla loro stessa opposizione, infatti solo dal loro reciproco rapporto, ognuno di essi può acquisire valore e significato come il giorno lo acquista dalla notte.

Anche all’interno della nostra personalità possiamo trovare operare il principio di polarità.

Assagioli ci parla di animo molteplice proprio per richiamare una visione dinamica della vita psichica, che presuppone di per sé differenze di potenziale date dalle molteplici coppie di opposti che la compongono e che trovano espressione ai suoi vari livelli, dal piano fisico,  a quello emotivo, mentale fino a quello intuitivo, oltre che nella dimensione relazionale.

Ponendoci così nella posizione di spettatori della nostra vita psichica, potremmo osservare in noi stessi la presenza di varie e opposte tipologie relazionali, da quella della vittima che nasconde il tiranno o ancora del ribelle a cui si contrappone il succube, oppure quella dell’altruista in lotta perenne con l’egoista e via dicendo secondo la nostra particolare storia personale, che andrà a creare quella specifica genesi fra le innumerevoli combinazioni possibili.

Il processo di crescita e di evoluzione della nostra personalità dipende proprio dalla dinamica tensione tra le sue molteplici polarità, per le quali è necessario trovare livelli di sintesi via via più evoluti.

Infatti, il permanere di queste espressioni antitetiche o l’agire esclusivo di un solo aspetto, può essere fonte di sofferenza per il nostro animo.

Assagioli si è così interrogato su come poter utilizzare al meglio queste conoscenze per l’evoluzione dello sviluppo umano.

Egli effettua fin da subito una distinzione fra polarità orizzontale e verticale, sostenendo l’esistenza di due piani di lavoro attraverso i quali è possibile operare.

In un primo momento, egli sostiene, sarà necessario concentrarsi principalmente sulla polarità orizzontale, che chiama “compromesso”  e per meglio aiutarci a comprenderne il funzionamento, prende in prestito termini provenienti dal mondo della chimica, equiparando questa sintesi ad un “miscuglio”, formato dalla semplice somma delle proprietà dei singoli elementi che lo compongono.

A livello psicologico il compromesso rappresenta quindi il permanere del conflitto tra le due estremità poste sullo stesso piano, senza che avvenga nessuna evoluzione.

Questo stadio rappresenta  però il primo passo verso una dinamica relazionale più consapevole, in quanto entrambe le polarità possono essere osservate.

Questo momento può andare a rappresentare uno stadio intermedio, che deve però essere superato per evitare  un arresto sul piano evolutivo.

La polarità verticale, vera e propria sintesi viene invece paragonata alla “combinazione” chimica dove il tutto, rappresenta qualcosa di più della semplice somma delle parti.

In questo caso la sintesi rappresenta la trasformazione delle sostanze in un nuovo prodotto.

La sintesi viene data quindi da una permanente interazione fra le due polarità, che dà origine ad una nuova modalità espressiva, essa prevede il superamento del conflitto attraverso lo spostamento del livello di coscienza.

La sintesi realizza così un processo creativo che può dar vita a nuove possibilità espressive.

 

Come poter utilizzare questo principio nel cammino di autorealizzazione personale

 

Per un migliore funzionamento della nostra personalità è bene quindi sviluppare un buon rapporto con entrambi gli aspetti della nostra polarità.

La loro libera espressione ci consente di entrare in contatto con tutte le nostre componenti e questo potrà permetterci di attingere di volta in volta, alle abilità più appropriate da utilizzare per meglio far fronte alle sfide che la vita continuamente ci chiama ad affrontare.

Entrambe le modalità espressive sono quindi necessarie e si equivalgono in importanza, proprio perché possono offrirci un ventaglio più ampio di risorse.

Diventare consapevoli delle nostre polarità, permettersi di dedicare tempo a noi stessi, creare uno spazio sereno all’interno della nostra interiorità, dove poter sviluppare la capacità di osservatore interiore, rappresenta il primo passo per avvicinarci alla nostra più profonda intimità.

Iniziando ad osservarci, coltivando un atteggiamento di accoglienza, privo di giudizio, potremo gradualmente diventare consapevoli di quelle caratteristiche che più marcatamente ci contraddistinguono.

Nel far questo, sarà per noi interessante scoprire che spesso abbiamo prediletto esprimere principalmente solo un aspetto della nostra dinamica, lasciando l’altra parte inespressa.

Centrale diventerà a questo punto cercare di dar spazio al polo negato, affinché anche questa parte di noi possa trovare libera espressione.

Per comprendere meglio questo importante punto, riporto il percorso svolto da una paziente che ha portato in terapia il desiderio di voler lavorare sul proprio senso vergogna, affetto questo a volte vissuto come estremamente limitante.

Attraverso la ricostruzione della sua storia personale è arrivata a comprendere come dietro questo sentimento, in realtà si celava un potente desiderio di maggior espressione personale, che però non è mai riuscito a trovare pienamente voce.

La persona ha così iniziato a sperimentare questa parte di sé negata per tanti anni, inizialmente attraverso una modalità ludica e leggera, che le permettesse di associare esperienze piacevoli là dove prima abitava solo un forte imbarazzo. La paziente ha infatti maturato la decisione di iscriversi ad un corso di teatro di base, dando così il via al primo passo verso una più piena espressione di sé.

Infinite e varie possono essere le strade per arrivare quest’obiettivo, ognuno dovrà poi cercare la sua personale.

“Giocare con gli opposti, si traduce quindi in una consapevole e ritmica oscillazione, che permette all’energia psichica di uscire dalla stasi per incamminarsi verso un processo dinamico e trasformativo” (Finotti. A., 2000).

Questo cammino va percorso con pazienza ed attenzione, cercando di seguire modalità e tempistiche aderenti a quelli che sono i nostri bisogni, attraverso un percorso di maturazione graduale che ponga le fondamenta su un profondo rispetto per noi stessi.

Perché fintanto che non accetteremo di incontrarci con ciò che abbiamo rifiutato, procederemo nella vita mancanti senza saperlo di quella parte di noi, che da sola potrà attivare la nostra più feconda generatività.

Comincia così a divenire sempre più chiaro, come suggerisce Assagioli, che le polarità devono “essere tenute contemporaneamente presenti e fatte agire alternativamente”, affinché possa generarsi quella sintesi interiore, che ci permetta di sanare le distanze fra quelle parti di noi rimaste non viste o inascoltate, al fine di maturare un livello superiore di coscienza, in cui l’uno e l’altro aspetto nel loro apparente disaccordo riescano a creare l’accordo più ampio.

Come il coraggio, che porta nel suo cuore sia la paura che la temerarietà.

 

Dott.ssa  Giulia Mazzoni, psicologa.

 

Note bibliografiche

A.M. Finotti , Sintesi degli opposti e psicoterapia, Rivista di Psicosintesi Terapeutica n 1, Firenze, Marzo 2000.

A.M. Fnotti, Polarità e sintesi degli opposti: Principio e Tecnica, Rivista di Psicosintesi Terapeutica n 21-  22, Firenze, Settembre 2010.

  1. Assagioli, L’atto di volontà, Astrolabio, Roma, 1973.
  2. Assagioli , Per l’armonia della vita, Astrolabio, Roma, 1993.

 

 

 

2019-07-05T08:12:13+02:00 5 Luglio 2019|