Simboli: cosa sono e come l’interpreta la Psicosintesi

In ambito psicologico l’uso dei simboli viene spesso associato al lavoro sui sogni, ma l’approccio psicosintetico trova una delle sue specificità nell’uso cosciente di questo bellissimo strumento, il simbolo appunto, mediante l’applicazione di tecniche specifiche come la visualizzazione e il sogno guidato, che sono possibili grazie alla funzione immaginativa. Oltre a condividere con altri approcci psicologici l’importanza dei messaggi contenuti nelle nostre rappresentazioni oniriche, in psicosintesi si usano le tecniche citate sia a scopo conoscitivo (analitico) che a scopo trasformativo della personalità.

Funzioni del simbolo

Assagioli sosteneva che i simboli hanno innanzi tutto la funzione di contenere e preservare una carica energetica, sono cioè degli accumulatori di energia. Inoltre essi in qualche modo conducono energia, sono cioè canali. Già questi primi aspetti ci fanno intuire come il potervi accedere consenta di rendere disponibili energie che rimarrebbero altrimenti bloccate al nostro interno sottraendoci forza e vitalità fino a produrre veri e propri sintomi. Ed ecco anche perché nel lavoro che si fa riguardo al sintomo si cerca anche di “simbolizzarlo”, ovvero farlo associare a dei simboli che la persona ritiene significativi: l’energia immobilizzata lì può così diventare gradualmente accessibile ed essere usata più proficuamente. I simboli però, nella visione assagioliana, non si limitano a contenere e condurre energia psichica ma sono anche dei trasformatori: l’esplorazione dei simboli che produciamo ci permette di attivare un processo che può definirsi creativo a tutti gli effetti. Riuscire a figurarsi una situazione problematica in veste simbolica e immaginare di poter intervenire su tale rappresentazione mobilita le nostre risorse interne, che spesso possono rimanere sopite se non adeguatamente stimolate.

Un ponte tra sfera cosciente e inconscio

Un’ulteriore funzione che Assagioli attribuiva ai simboli era quella dell’integrazione. Essi sono per loro natura sintetici e creano un ponte diretto tra la sfera cosciente e la parte inconscia della nostra psiche, tramite il meccanismo dell’analogia, permettendo il dialogo interno con contenuti che possono rimanere a lungo inaccessibili se ci si limita, in psicoterapia, ad utilizzare lo strumento del colloquio. Questi aspetti caratterizzanti i simboli spiegano il largo uso che se ne fa nella psicoterapia psicosintetica: il simbolo costituisce un mezzo molto diretto non solo per conoscere il proprio psichismo ma un utile ed efficace strumento per aiutarci a trasformare in modi per noi fruttuosi il nostro mondo interiore.

Dott.ssa Catia Camarri

Psicologa Psicoterapeuta

Vice Direttrice Centro Psicosintesi Clinica Firenze

2015-12-07T14:07:02+02:00 14 Novembre 2015|