Ansia e attacchi di panico: perché sono così diffusi?

Oggi disturbi d’ansia e disturbi da attacchi di panico sono sempre più diffusi tanto da essere stati recentemente definiti il “male” dei tempi moderni. Un’indagine condotta nel 2011 ha rivelato che circa 2,5 milioni di persone, soprattutto donne, soffrono di ansia, attacchi di panico e agorafobia. Particolarmente colpita è la popolazione giovanile: almeno un 30% di persone ha sofferto occasionalmente di piccole crisi d’ansia nel corso della sua vita.

Un’epidemia?

Quali possono essere le cause di questa vera e propria epidemia? La maggior parte delle ricerche sulla patogenesi dei disturbi d’ansia sono concentrate soprattutto sulle cause remote infantili e sui fattori di personalità predisponenti ma hanno mancato di prendere in considerazione il peso del momento storico che stiamo vivendo, dello stile di vita moderno e della cultura attuale. In effetti nei sondaggi effettuati nel 2011 è emerso che la principale causa del disagio è la crisi sociale ed economica che sta attraversando il nostro paese: il precariato e la disoccupazione creano un clima di timore soprattutto nei giovani, privati di prospettive e della possibilità di costruirsi un futuro.

Lo stress e l’anestetizzazione dei sentimenti

E’ emerso inoltre che molti italiani risentono dello stress legato alla vita nei grandi centri urbani, dei ritmi frenetici che la caratterizzano e dell’eccesso di impegni e responsabilità. Non a caso la nostra è stata proprio definita l’”epoca della superficialità” perché essendo sempre così di fretta non abbiamo più tempo per fermarci a riflettere, meditare o leggere un buon libro. Sempre così estroversi, abbiamo perso la capacità di guardarci dentro. In questa “società del benessere” basata sull’apparenza e la perfezione la sofferenza emotiva è considerata un segnale di debolezza e ogni segnale di malessere viene anestetizzato con ogni sforzo possibile. Oggi si tende a enfatizzare il potere della ragione e della volontà a scapito dei bisogni del cuore e dell’anima: l’uomo è costretto a effettuare una sorta di rimozione del corpo e delle emozioni cosicché la mente, distratta dagli impegni e dalle preoccupazioni quotidiane, finisce per alienarsi dal corpo e dalla parte più profonda di sé.

La solitudine

Non è certo un caso che le persone oggi si sentono sempre alienate da sé stesse e dagli altri. I rapporti interpersonali sono precari, dettati spesso da opportunismo o caratterizzati da competizione, mancanza solidarietà e calore. Paradossalmente, in questo mondo in cui siamo tutti interconnessi tramite Internet e i Social Network, finiamo per sentirci più soli che mai. Il generale isolamento affettivo in cui viviamo, uniti allo stress e alla mancanza di punti di riferimento e di certezze in questa epoca di crisi economica e sociale, potrebbero quindi essere le principali cause che spiegano una tale diffusione dei disturbi d’ansia e di panico.

Dott.ssa Carolina Fallai

Psicologa Psicoterapeuta

carolinafallai@libero.it

2015-11-21T17:34:50+02:00 14 Novembre 2015|