Editoriale e riassunti articoli Rivista di Psicosintesi Terapeutica Anno IX n. 18, Settembre 2008

EDITORIALE

“L’essenza dell’esistenza umana sta nella sua ‘auto-trascendenza’
[…] l’uomo è se stesso nella misura in cui si supera e si dimentica”.
Victor E. Frankl

Questo numero della rivista merita una riflessione sull’uomo e la specificità della sua natura. L’uomo non è nato per guardare se stesso: i suoi occhi non possono vedere se stesso integralmente. Possiamo vedere alcune parti di noi, oppure vederci con maggior completezza, solo se riflessi in uno specchio e quindi non in modo autentico ma speculare, cioè al contrario.

L’essenza umana è dunque transpersonale: va oltre gli aspetti parziali della personalità ordinaria, verso la persona totale ed oltre l’Io individualistico, verso il “Tu”, gli altri, il mondo, la vita universale. Il Sé o anima coincide col sentimento di esser-ci totalmente ed in relazione.

Possiamo cogliere l’anima solo se guardiamo qualcosa o qualcuno al di fuori di noi. E similmente possiamo essere visti come anima solo da un’altra forma di vita che sta davanti a noi. Forse è per questo che i nostri occhi sono fatti per guardare oltre noi stessi e forse è per questo che il vero e autentico specchio della nostra anima sono gli occhi dell’altro.

Ciò che veramente conta è dunque esser-ci totalmente nella nostra piena umanità, ma soprattutto essere guardati con amore mentre ci manifestiamo. E similmente guardare con amore ogni manifestazione di anima dell’altro.

L’evoluzione dell’uomo, processo tuttora in corso di “umanizzazione” e di “animazione”, si muove allora in una duplice direzione: da una parte verso sintesi sempre più ampie fino a comprendere tutto se stesso, non ultima la dimensione corporea (“biopsicosintesi”), cioè quel “luogo fisico nel tempo-spazio”, che Anna Baldini considerava come il “terminale” di tutto l’essere umano sia psichico che spirituale; dall’altra verso quello che Pierre Teilhard de Chardin chiamava il “punto omega”, ossia una esperienza di pienezza umana, che affonda le sue radici in un sentimento di relazione e interdipendenza, che ci fa sentire, pur nella distinzione, un senso di fratellanza universale.

Questo processo di dispiegamento di anima-umanità ha una sua necessità naturale: se non si svolge, viene a determinarsi un movimento inverso di ripiegamento-avvolgimento, un raggomitolarsi dell’uomo intorno a parti separative di sé, e il suo perdersi in una auto-adorazione solitaria e disperata (“narcisismo”). Ma il bisogno di andare al di là del proprio ego è così forte nell’essere umano, che se non vi riesce nella realtà oggettiva, può arrivare a “vedere” se stesso come qualcosa di altro da sé, fino – come Narciso – ad innamorarsi della propria immagine riflessa e morire in essa.

Si tratta di una patologia dell’esistenza, la cui cura non può che fondarsi sulla relazione:

  • essere quello che siamo, e farsi vedere così come siamo, non esibendo dunque solo la nostra “grandiosità”, e neppure nascondendoci dietro un falso atteggiamento di “autosvalutazione”, ma rendendoci visibili nella nostra totalità e nudità psicologica, nella speranza di essere abbracciati e compresi da uno sguardo d’amore;
  • guardare al di là con gli occhi innocenti e meravigliati del bambino che è in noi, per cercare di cogliere l’anima, non in noi stessi, ma nell’altro, in ogni Tu-anima che ci si manifesta davanti, con semplicità e naturalezza, accogliendolo totalmente e senza condizioni sia nella sua fragilità e vulnerabilità che nella sua dignità e grandezza.

Alberto Alberti

Riassunti articoli – abstract

ESSERE O APPARIRE: IL DILEMMA NARCISISTICO NELLA PROSPETTIVA PSICOSINTETICA

Filippo TROVATO

Psicologo, allievo specializzando della SIPT. Indirizzo per la corrispondenza: filippotrovato@live.it

This article attempts to analyze the structure of the narcissistic personality by means of the interpretation offered by the psychosynthetic model. After giving a brief description, the peculiarity of such structure is outlined by using the metaphor of holograms. There are two forms of narcissism, apparently opposite in the ways of expression, but bonded by a common psychodynamic matrix. The problem of possible treatment with psychotherapy is briefly mentioned, referring to the need of passing through the concept of resilience.

  • Key words: narcissism, grandiose self, holograms, resilience

In questo articolo si cerca di analizzare la struttura di personalità narcisistica attraverso la griglia interpretativa offerta dal modello psicosintetico. Dopo averne dato una breve descrizione si delineano le peculiarità di tale struttura facendo uso della metafora degli ologrammi. Viene sottolineata l’esistenza di due forme di narcisismo, apparentemente opposte nelle modalità espressive, ma legate da una comune matrice psicodinamica. Viene anche brevemente affrontato il problema del possibile intervento psicoterapeutico, facendo riferimento alla necessità di passare attraverso il concetto di resilienza

  • Parole chiave: narcisismo, Sé grandioso, ologrammi, resilienza

LE FUNZIONI PATERNE IN PSICOTERAPIA

Erika AGRESTI

Psicologa e psicoterapeuta della Società Italiana di Psicosintesi Terapeutica (SIPT). Indirizzo per la corrispondenza: erikaagresti@alice.it

The article begins by pointing out adolescent’s difficulties in defining choices regarding identity and is stimulated by scientific literature regarding the crisis of the parental role. It particularly points out the lacking in the current educational system of those functions which, at one time, were assigned to the father figure.

Our culture has a series of groups and archetypes that recall patriarchy and Hector is identified as the archetypical-hero that best represents the complexity of the current father role, who is requested to be able to relate to emotions and also to know how to keep them at distance.

In the context of development of personality some passages, in which the presence of the father, or of a significant person who has that role, become fundamental. The presence of a third person, outside the mother-child couple, opens the possibility of a relationship with the world and of the development of thought and individuation.

Focusing on the therapeutic setting, in treating patients, there are moments in which it is important , following situations of care and maternage, to give the patient the chance to go “ beyond” the relationship with the therapist in a perspective of Self fulfilment.

The therapist is requested to confront himself with his father figure to gain consciousness of his interior model so that therapy may be free from unconscious images and dynamics. Therapy can become the occasion to learn for the patient both from the experience of a relationship that may include aspects of paternage and from a model which embodies them.

  • Key words: paternage, identity, to be for.

L’articolo parte dall’osservazione delle difficoltà degli adolescenti nel definire percorsi e scelte identitarie, e trae stimolo dalla letteratura scientifica in merito alla riflessione sulla crisi del ruolo genitoriale. In particolare mette in evidenza la carenza nel sistema educativo attuale delle funzioni che un tempo erano attribuite alla figura paterna.

La nostra cultura ha una serie di modelli ed archetipi che rimandano al patriarcato e viene identificato Ettore come l’eroe-archetipico che meglio incarna la complessità del ruolo paterno attuale, a cui viene richiesto la capacità di relazionarsi alle emozioni pur sapendosene distaccare.

Nel contesto dello sviluppo della personalità vengono evidenziati alcuni passaggi nei quali la presenza del padre o di una figura significativa che ne ricopre il ruolo diventa fondamentale. La presenza di un terzo, rispetto alla diade madre-bambino apre lo spazio ad un reale rapporto con il mondo ed alla possibilità dello sviluppo del pensiero e dell’individuazione.

Portando il focus sul setting terapeutico viene valorizzato, nel percorso con il paziente, un alternarsi di momenti per cui, a seguito di situazioni di accoglienza e maternage (essere con) è importante dare al paziente anche la possibilità di andare “oltre” il legame e la relazione terapeutica in una prospettiva di realizzazione di sé (essere per).

Al terapeuta è richiesto di confrontarsi con la propria immagine paterna per essere consapevole del proprio modello interiore così che l’azione in terapia sia libera da quelle che sono le proprie dinamiche e le immagini non consapevoli. Lo spazio della terapia può essere una occasione di apprendimento per il paziente, sia nell’esperienza di una relazione che sia completa degli aspetti del paternage, sia nell’apprendimento da un modello che li incarna.

  • Parole chiave: paternage, identità, essere per

L’INTERVENTO TERAPEUTICO PER I DISTURBI PSICOSOMATICI

Anna Maria CAVACIOCCHI

Medico, psicoterapeuta della Società Italiana di Psicosintesi Terapeutica (SIPT), Prato. Indirizzo per corrispondenza: annamcv@interfree.it

This article offers a display of the elements that have been most significant and effective in the formulation and application of treatment for psychosomatic problems. The treatment is based on the use of those which are the main tools of the clinician: medical history, medical examination and notes on the medical record. Then theoretical and practical psychosynthetic treatment, developmental psychology and psychosomatic medicine concepts are integrated.

Key words: alliance, narration, listening, observation, comprehension, perception, syncretic perception, authenticity, clinical, treatment

Questo articolo offre una esposizione degli elementi che per l’autrice hanno avuto significato ed efficacia nella formulazione e nell’applicazione di una modalità di intervento per la cura dei disturbi psicosomatici. L’intervento si fonda prima di tutto sull’utilizzo di quelli che sono gli strumenti privilegiati del medico: anamnesi, visita medica e annotazioni su cartella clinica. Si integrano poi concetti di cura teorici e pratici della psicosintesi, ma anche della psicologia dell’età evolutiva e della medicina psicosomatica.

  • Parole chiave: alleanza, narrazione, ascolto, osservazione, comprensione, percezione, percezione sincretica, autenticità, clinica, modo di porsi, cura.

THE EFFECT OF HYPNOTHERAPY FOR TREATMENT OF PTSD IN CHILDREN

Cokorda Bagus Jaya LESMANA, MD, Luh Ketut SURYANI, MD, PhD, Gordon D. JENSEN, MD

C. B. J. Lesmana is Lecturer, Udayana University School of Medicine, Bali, Indonesia.

L. K. Suryani is Professor of Psychiatry, Udayana University School of Medicine, Bali, Indonesia.

G. D. Jensen is Emeritus Professor of Psychiatry, University of California School of Medicine, Davis, California, USA.

The problem is devising effective and efficient techniques for the treatment of PTSD in children exposed to terrorist bomb blasts and other catastrophic life-threatening events. Children aged 6-12 years who experienced a terrorist bomb blast in Bali in 2002, and were diagnosed with PTSD, were studied. The method of treatment was group therapy using a spiritual-hypnosis technique.

Statistically significant results showed that the method produced a 77% cure in the experimental group (N=48) at the two year follow up, compared with 24% improvement in the group without any therapy (N=178). The conclusion is that the method of spiritual-hypnotherapy is highly effective, as well as relatively economical. It has the potential to become a method of treatment for PTSD in other cultures.

SINTESI (in italiano)

Il presente lavoro prende in esame il problema della messa a punto di tecniche efficaci per il trattamento del disturbo post-traumatico da stress (Post-Traumatic Stress Disorder, PTSD) in bambini che sono stati esposti ad esplosioni di bombe a scopo terroristico o altri eventi di vita similmente catastrofici. Questo studio ha preso in esame bambini dai 6 ai 12 anni che si sono trovati nelle vicinanze dell’esplosione di due ordigni terroristici (esplosioni avvenute a Kuta, Bali, il 12 Ottobre 2002, alle 23.05 e alle 23.15, che hanno causato 188 morti e centinaia di feriti), ed ai quali è stato in seguito a tale evento riscontrato un PTSD, (diagnosticato secondo i criteri del DSM-IV-TR). Il metodo di trattamento sperimentato è stata la terapia di gruppo con una tecnica definita dagli autori spiritual-ipnotica.

226 bambini (età media 9.83 anni, 47.3% maschi, 52.7% femmine), con diagnosi di PTSD, sono stati divisi in un gruppo di 48 soggetti, cui è stato somministrato il trattamento in studio, e in un gruppo controllo di 178, cui non è stata somministrata nessuna terapia.

La tecnica terapeutica in studio è stata applicata in una singola seduta di gruppo, dividendo il gruppo terapeutico (n=48) in due, cosicché è stata fatta una prima seduta con 25 bambini, ed una seconda con i rimanenti 23.

La tecnica della seduta di gruppo è stata quella di Suryani e Wrycza (1996, 2003): è stata proposta ai bambini una meditazione, mediante la quale è stato indotto uno stato di trance, durante il quale è stata condotta una visualizzazione guidata (ipnoterapia spirituale) mirata a contattare il proprio Sé (“one’s own spirit”), con l’assistenza del quale ricontattare e rivivere poi l’evento traumatico, portando quindi ad una sua ricontestualizzazione. La consegna era di lasciare di nuovo “accadere” l’evento traumatico (cioè i vissuti, le emozioni, le sensazioni, i pensieri, etc. provati in tale momento di forte stress) nel qui-ed-ora della seduta.

Venne detto ai bambini di esprimere le emozioni negative che emergevano con il pianto, le grida, e mediante esercizi di respirazione (inspirazione profonda ed espirazione lenta). Venne riproposto ai bambini un concetto a loro familiare, ovvero che il potere di Dio li avrebbe aiutati a trovare la forza per far fronte a queste emozioni negative particolarmente forti.

Una volta ricontattati i vissuti e le emozioni dell’evento traumatico, i bambini vennero invitati a vedere il problema dalla prospettiva del momento presente: furono guidati a vedere l’ambiente intorno a loro nel momento attuale, a visualizzare la loro famiglia, i loro amici, ed in questo nuovo scenario/contesto furono invitati ad immaginare se stessi che passeggiavano nel luogo dove erano avvenute le esplosioni. Furono guidati a comprendere ciò che era accaduto e a registrare il fatto che si trattava ormai di una cosa del passato. L’idea finale proposta fu che quanto di traumatico era loro successo in quella occasione li avrebbe resi capaci di affrontare le nuove sfide della vita, ma senza la pesantezza del passato. L’intera sessione di ipnosi durò circa 30 minuti.

Il dato di efficacia del trattamento è stato ricavato dal punteggio di un questionario somministrato ai bambini e basato sui criteri del DSM IV-TR per il PTSD. Il questionario venne somministrato nel 2002 (pre-seduta, per il gruppo di 48 bambini che la fece) e a due anni, nel 2004. Il confronto dei punteggi dal 2002 al 2004 ha rivelato differenze nel numero di bambini che erano migliorati (per quanto riguarda il punteggio dei sintomi del disturbo), significativamente diverse nel gruppo trattato rispetto al gruppo controllo (un 77% di miglioramenti nel gruppo terapeutico (N=48) al controllo a due anni, vs. un 24% di miglioramenti nel gruppo che non aveva ricevuto alcuna terapia (N=178). I due gruppi sono stati anche confrontati riguardo ai parametri di evitamento, iperattivazione e dei flashback (dell’episodio traumatico), e anche relativamente a questi parametri la differenza fra i due gruppi è risultata statisticamente significativa.

Gli Autori concludono quindi che il metodo terapeutico di ipnoterapia spirituale è efficace nel trattamento del disturbo post-traumatico da stress, e al tempo stesso relativamente economico. Ha quindi la potenzialità di divenire una metodica di trattamento per il PTSD anche presso altre culture.

IL COUNSELLING E LA RIABILITAZIONE

ESPERIENZA DI COUNSELLING CON I FAMILIARI DEI PAZIENTI DELL’U.O. RIEDUCAZIONE NEUROMOTORIA DI GAZZANIGA (BG)

Laura SAVOLDELLI

Fisioterapista, Counsellor professionista psicosintetico. Indirizzo per la corrispondenza: laura.savoldelli@gmail.com

This article aims to describe counselling (particularly psychosynthetic counselling) and the spheres of intervention of a counsellor especially in the context of a hospital. Then it tries to explain the experience of accompaniment of relatives of U.O. of neuromotor rehabilitation developed in the year 2007/2008, even by means of questionnaires and suggests future possibilities of introducing counselling in rehabilitation.

  • Key Words: counselling, psychosynthesis, rehabilitation.

Questa relazione si pone gli obiettivi di descrivere il counselling (in particolare quello psicosintetico) e gli ambiti di operatività di un counsellor, soprattutto all’interno di una realtà sanitaria ospedaliera. Successivamente intende illustrare l’esperienza di accompagnamento dei familiari dell’U.O. di Rieducazione Neuromotoria svoltasi nell’anno 2007/2008, anche attraverso i dati raccolti tramite questionari distribuiti ai soggetti, e proporre possibilità future di introduzione del counselling nell’ambito della riabilitazione.

  • Parole chiave: counselling, psicosintesi, riabilitazione

LA PSICOSINTESI E LO SPIRITO DEL TEMPO: IL COUNSELLING DI STRADA, UNA RISPOSTA

Giancarlo VIGANÒ, Roberta LIVARDI

Giancarlo Viganò, Counsellor professionista psicosintetico. Indirizzo per la corrispondenza: gvig@libero.itRoberta Livardi, Counsellor professionista psicosintetico. Indirizzo per la corrispondenza: r.livardi@virgilio.it
Indirizzo per la corrispondenza sul progetto: counsellingdistrada@libero.it

In contemporary society men and women are increasingly feeling ill-equipped to deal with domestic and social crisis and most of them experience a sense of dissatisfaction for the quality of their life and long for greater fullfilment and purpose. Over the years psychosynthesis has expanded and been elaborated and now its models and practice need to be situated within the framework of the multicultural, contemporary, changing society and within the evolution of a different yet integrative psychological profession. In this article the authors intend to explore an alternative way of counselling that is not concerned with solving problems but with creating a consciously inner context where problems could be solved or transcended. Working with just one session of counselling, in a non conventional setting, we focus the aim of the session in discovering the inner awareness of the person; this represents a possible way to define the person’s growth and to provide a constructive framework for it.

  • Key words: counselling, society, street, meeting, meaning, psychosynthesis.

Vivere dovrebbe essere senso di appartenenza e armonia con quello che ci circonda, pur rimanendo fedeli alla propria specifica individualità, goccia che partecipa e forma la grande massa d’acqua del fiume della vita. Invece, nella società contemporanea, è sempre più diffuso un sentimento di disagio e di insoddisfazione che soffoca, come uno strato di caligine, la gioia del vivere: uomini e donne faticano ad affrontare la quotidianità e sentono sempre di più la mancanza di un orientamento e di un orizzonte di senso. La pratica odierna della psicosintesi deve necessariamente prendere atto dei cambiamenti avvenuti in termini sociali e personali, e deve essere calata in una realtà in continuo movimento: in questo articolo gli autori indagano un nuovo ambito di attività di counselling – la strada – definendone le qualità specifiche e le peculiarità. Le differenze con il counselling tradizionale, dovute al contesto destrutturato e all’estemporaneità dell’incontro, portano necessariamente ad una rielaborazione delle metodologie e delle possibilità di interazione con il cliente.

  • Parole chiave: counselling, società, strada, incontro, significato, psicosintesi

IL COUNSELLING

AIUTARE LA CRESCITA ESISTENZIALE E SPIRITUALE

P. Georg REIDER ofm

Padre Francescano, Counsellor professionista psicosintetico (SIPT), ha studiato Teologia a Bressanone e Roma. È Presidente del “Centro Tau” di Caldaro (Bolzano). Indirizzo per la corrispondenza: georg.reider@zentrum-tau.it

Large part of psychology, therapy and counselling are influenced by treating pathology or by pathologication of suffering. Psychosynthesis is oriented toward the sane person and its desire to grow and develop. Modern culture is squeezed in realities which hinder existential and spiritual growth – more, it develops specific defences against growing and development. The books of Qoheleth and Job describe possibilities of a good and wise life in the context of the challenges which may derive from wellness and suffering. The books not only are part of the Old Testament but are estimated as main books of world literature. Qoheleth invites us to a wise and good life using the “integration of opposites”. The book of Job is the result of the fight against the dictate to interpret suffering and to find its origin in human behaviour. Not accepting these dictate, Job meets God, his love and protection. Job is not only history, it is the archetype for interpreting suffering.

  • Key words: spiritual counselling, transpersonal, Qohelet, Giobbe

Gran parte della psicologia, della terapia e del counselling è influenzata dalla patologia o dalla patologizzazione della sofferenza. Proprio il counselling psicosintetico è rivolto prevalentemente alla persona sana e al suo bisogno di crescita e sviluppo. La cultura moderna è inceppata in realtà che impediscono la crescita esistenziale e spirituale – non solo sviluppa addirittura delle difese specifiche nei confronti della crescita. I libri di Qohelet e Giobbe riflettono le possibilità di una vita buona e sapiente all’ interno delle sfide che provengono dal benessere e dalla sofferenza. Queste opere fanno parte dell’ Antico Testamento e rappresentano contemporaneamente espressioni della sapienza umana apprezzata dalla letteratura mondiale. Qohelet invita a usare la strategia dell’ integrazione degli opposti per arrivare a una vita buona e sapiente. Giobbe invece rispecchia la biografia di un sofferente, che dopo una lunga lotta contro la coazione di dover interpretare e capire le ragioni della sofferenza, incontra nel rifiuto dell’ interpretazione l’ amore e la protezione di Dio. Giobbe non è soltanto storia, ma è l’ archetipo dell’ interpretazione della sofferenza.

  • Parole chiave: counselling spirituale, transpersonale, Qohelet, Giobbe

LA VISIONE DELLA SINTESI IN PIERRE TEILHARD DE CHARDIN

Gabriello CIRINEI

Gabriello Cirinei (1907-1972), laureato in Matematica e Fisica, è stato amico e collaboratore di Roberto Assagioli, socio fondatore e vice-Presidente dell’Istituto di Psicosintesi di Firenze

The author summarizes the thought of Pierre Teilhard de Chardin theologist and scientist, emphasizing originality, actuality and scientific validity. Life on the earth is defined by an evolutionary movement which aims at bigger, advanced and complete syntheses and which has man as a main reference and final aim. But the process of “humanization”is still ongoing and it tends towards a more specific and peculiar human reality, a state of conscience which is individual and at the same time relational and universal (omega point).

  • Key words: Teilhard de Chardin, human phenomena, evolution, synthesis, omega point

L’autore riassume il pensiero di Pierre Teilhard de Chardin, teologo e scienziato, mettendone in evidenza l’originalità, l’attualità e la validità scientifica. La vita sulla terra è caratterizzata da un movimento evolutivo che tende verso sintesi sempre più ampie, elevate e complete, e che ha come punto centrale di riferimento e termine finale l’uomo. Ma il processo di “umanizzazione” è ancora in corso e tende verso una realtà umana ancora più specifica e peculiare, uno stato di coscienza allo stesso tempo individuale, interrelazionale e universale (punto omega).

  • Parole chiave: Teilhard de Chardin, fenomeno umano, evoluzione, sintesi, punto omega

LA BIOPSICOSINTESI IN ANNA BALDINI

A cura di Elena MORBIDELLI

Elena Morbidelli, psicologa, psicoterapeuta SIPT, Vice-Presidente dell’Istituto di Psicosintesi, Direttore del Centro di Psicosintesi di Firenze. Indirizzo per la corrispondenza: elenamorbidelli@virgilio.it

Anna Baldini was “essentially” a spirit. In that the encasement of her personality contained the essence of a great spirit, but also a vivacious, attentive and acute intelligence. Besides being a psychologist, a psychosynthetist, and a member of the Institute of Therapeutic Psychosynthesis (SIPT), she was also a trainer for the Institute and for years she was a reference for the Psychosynthesis Center of Florence. Perhaps the role that expressed her talent best was as a yoga teacher. She carried on her research for many years conjugating corporal techniques with psychosynthesis. Her book “Between Heaven and Earth” represents her most significant contribution. Her other precious writings are waiting to be recognized, studied and developed.

  • Key words: Anna Baldini, psychotherapy, biopsychosynthesis, Yoga, soul, Centre of Florence

Anna Baldini era “essenzialmente” un’Anima. Nel senso che l’involucro della sua personalità, conteneva l’essenza di un grande spirito, ma anche un’intelligenza vivace, attenta, acuta. Oltre che psicologa, psicoterapeuta, formatasi alla SIPT, era formatrice dell’Istituto, e per anni è stata una figura di riferimento del Centro di Psicosintesi di Firenze. Forse il ruolo dove più confluivano le sue capacità e competenze era quello di insegnante di Yoga. Per anni ha portato avanti la ricerca, lo studio delle tecniche corporee coniugate alla psicosintesi. Il suo “Quaderno di Biopsicosintesi” rappresenta uno dei suoi contributi più significativi. Altri suoi scritti preziosi aspettano di essere conosciuti, studiati e sviluppati.

  • Parole chiave: Anna Baldini, psicoterapia, biopsicosintesi, Yoga, anima, Centro di Firenze
2011-03-13T12:57:14+02:00 13 Marzo 2011|